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Chiesa santi Niccolo e Cataldo

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La chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo fu fondata nel 1180 da Tancredi d’Altavilla come affermazione del potere politico del conte di Lecce quasi in contrasto al cugino di Sicilia, Guglielmo II, è anche vero che nel tempo la struttura architettonica ha ricevuto l’influsso delle correnti artistiche successive raccontando il susseguirsi delle dominazioni nella Terra .
La purezza delle decorazioni e d...egli affreschi interni, al punto da paragonare la chiesa a un brano di Bach.
Il portale è la parte ancora autenticamente medievale e che l’intitolazione ai santi Niccolò e Cataldo deriva da un ringraziamento di Tancredi verso i Santi per averlo salvato da un naufragio nel corso dei suoi numerosi viaggi per mare.

La facciata sintetizza perfettamente i cambiamenti avvenuti nei secoli: le statue rappresentano i Santi benedettini, ordine al quale Tancredi donò poi la struttura. E proprio di San Benedetto racconta il primo affresco che si incontra a sinistra entrando nella chiesa, anche se per la maggior parte è andato perduto. Stessa sorte, purtroppo, subita dall’affresco che si trova nella navata destra e che racconta la storia di San Nicola.
Le successive cappelle interne sono, invece, barocche, mentre sotto l’altare, sulla destra si può scorgere la tomba di Ascanio Grandi, letterato salentino che nel XVI secolo dedicò un intero poema proprio a Tancredi al fine di recuperarne la memoria e la reputazione. Quasi una compensazione per il fatto che le ceneri del conte di Lecce andarono perdute invece di essere conservate in quello che sarebbe dovuto essere il suo mausoleo. Ha invece influssi arabi la cupola di mattoni rossi che campeggia sul soffitto della chiesa, stile proveniente da maestranze siciliane.
la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo fu fondata nel 1180 da Tancredi d’Altavilla come affermazione del potere politico del conte di Lecce quasi in contrasto al cugino di Sicilia, Guglielmo II, è anche vero che nel tempo la struttura architettonica ha ricevuto l’influsso delle correnti artistiche successive raccontando il susseguirsi delle dominazioni nella Terra .
La purezza delle decorazioni e d...egli affreschi interni, al punto da paragonare la chiesa a un brano di Bach.
Il portale è la parte ancora autenticamente medievale e che l’intitolazione ai santi Niccolò e Cataldo deriva da un ringraziamento di Tancredi verso i Santi per averlo salvato da un naufragio nel corso dei suoi numerosi viaggi per mare.

La facciata sintetizza perfettamente i cambiamenti avvenuti nei secoli: le statue rappresentano i Santi benedettini, ordine al quale Tancredi donò poi la struttura. E proprio di San Benedetto racconta il primo affresco che si incontra a sinistra entrando nella chiesa, anche se per la maggior parte è andato perduto. Stessa sorte, purtroppo, subita dall’affresco che si trova nella navata destra e che racconta la storia di San Nicola.
Le successive cappelle interne sono, invece, barocche, mentre sotto l’altare, sulla destra si può scorgere la tomba di Ascanio Grandi, letterato salentino che nel XVI secolo dedicò un intero poema proprio a Tancredi al fine di recuperarne la memoria e la reputazione. Quasi una compensazione per il fatto che le ceneri del conte di Lecce andarono perdute invece di essere conservate in quello che sarebbe dovuto essere il suo mausoleo. Ha invece influssi arabi la cupola di mattoni rossi che campeggia sul soffitto della chiesa, stile proveniente da maestranze sicili