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Grotte carsiche

La Grotta della Zinzulusa è una delle meraviglie naturali più conosciute del Salento e la principale attrattiva di Castro, sia per la posizione e sia perché rappresenta una delle più interessanti manifestazioni del fenomeno carsico in tutto il territorio salentino, vistata ogni anno d oltre 100mila curiosi e appassionati. La Zinzulusa, grazie alle sue particolarità, è l’unica grotta italiana annoverata nel 199 tra i primi 10 sistemi carsici mondiali a rischio e meritevoli di tutela dal KWI, un istituto statunitense.

Il nome Zinzulusa deriva dalla presenza, al suo interno, di stalattiti e stalagmiti simili a stracci, che in dialetto salentino vengono definiti “zinzuli”.

La grotta, aperta al pubblico nel 1975, si articola in diverse parti. L’itinerario turistico è lungo circa 150 metri.

All’ingresso l’ambiente è ricco di stalattiti e stalagmiti e l’acqua è limpidissima e dolce. Una volta superata la parte iniziale si entra nel Corridoio delle Meraviglie, un cunicolo con rocce dalle forme stranissime. Proseguendo, poi, si incontra una strana roccia, il Pulpito di pietre, nome che deriva dalla forma che ricorda il pulpito delle chiese.

Sulla destra appare alla meraviglia del visitatore una particolare formazione calcarea nota come il Presepe. Proseguendo, poi, si può osservare la roccia che ricorda la Torre di Pisa.

L’ultima parte ben visibile della grotta, e quella più alta, è la cavità del Duomo. Qui il fenomeno erosivo pare risalire al periodo Cretacico. La parte finale della Zinzulusa, detta Cocito, si caratterizza per una particolare stratificazione delle acque, salmastre e calde quelle più basse, dolci e fredde quelle più alte.

Nella Zinzulusa sono stati ritrovati numerosi resti di specie animali, ma anche materiali storici di alto valore, come gli 11 vasi oggi custoditi nel museo di Maglie.

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