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Le ceramiche

Il procedimento di lavorazione della creta è antichissimo. Opportunamente depurata dai corpi estranei, viene tenuta costantemente umida con la sola acqua; prima di lavorarla al tornio, l'artigiano prepara tante "pagnottine" di varia misura. Eseguito l'oggetto lo si lascia all'aria, meglio se al sole, e poi s'inforna ad una temperatura che raggiunge gli 800-900 °C. A seconda degli impasti d'argilla, del tipo di rivestimento, del grado di cottura, si ottiene un tipo diverso di ceramica: terracotta, terraglia, maiolica, gres, porcellana. La produzione è molto varia: vasi, anfore, pentole, pignatte, piatti, bicchieri, soprammobili, un cenno a parte va fatto per i "pupi", figurine umane realizzate a mano e destinate a popolare i presepi e le natività. Tutto il Salento fu centro di grande produzione di manufatti in [Ceramica] creta, produzione dovuta alla disponibilità di materia argillosa, alle necessità domestiche e all'influenza della civiltà delle colonie della Magna Grecia. Una tradizione antichissima, dunque, che è continuata nei secoli fino ai nostri giorni; tanto è vero che ancora oggi ci sono aziende artigiane che lavorano la creta seguendo finiture manuali simili al passato, come l'utilizzo dell'antico tornio a pedale, della modellatura e della pittura.

Lucugnano
Una storia antica, che si perde nel tempo, nella memoria di un paese che ha curato per millenni l’arte della ceramica e della creta. È Lucugnano, luogo in cui l’artigianato rappresenta una delle attività più rappresentative e sviluppate. Botteghe tutte da scoprire per turisti e visitatori che possono godere della bellezza e raffinatezza di creazioni che sembrano rapire gli occhi e la curiosità.

Da segnalare l’interessante presenza, fuori dal centro abitato delle “cave” dalle quali in passato veniva estratta la creta che sarebbe stata, successivamente, lavorata.
Una passione senza tempo, quella degli artigiani del paese, che abbinano metodi di lavorazione moderni con tecniche tradizionali.

Cutrofiano
Il “suono” della tradizione e la memoria di antiche gestualità, sono gelosamente custodite nella cittadina di Cutrofiano, nota, fin da tempi lontani, per la produzione di ceramica. Un’arte coltivata e curata, senza dubbio centrale nella definizione della personalità popolare della città. Un’arte, soprattutto, le cui espressioni e manifestazioni sono state concentrate nel Museo Comunale della Ceramica di Cutrufiano.

In esso hanno trovato spazio numerosi oggetti di produzione locale, circa 500 pezzi, suddivisi secondo il criterio dell’utilizzo che in passato ne veniva fatto. Ma ad arricchire le stanze del museo ci sono anche frammenti di materiale archeologico ritrovati nelle campagne vicine alla città. Il museo è composto da quattro sezioni: storico-archeologica, storico-artistica, antropologica e tecnologica.

Grottaglie
La strada della ceramica conduce fino ad una graziosa cittadina che di questa arte ha fatto la sua maggiore fonte di gloria e fama. Si tratta, appunto, di Grottaglie, la quale si è conquistata l’ambita denominazione di “città della ceramica”. Una serie innumerevole di piccole e sorprendenti botteghe, scrigni di meravigliose creazioni artigianali, all’interno delle quali non è difficile poter ammirare un vero maestro che crea forme sempre nuove eppure così intrinsecamente legate alla tradizione. Ma non mancano spinte all’innovazione, non manca la possibilità che in alcune di queste botteghe, giovani artigiani lavorino a geometrie moderne, ispirandosi ad uno stile più attuale e consono ad esigenze arredative.

La città di Grottaglie vanta anche la presenza del noto Museo della ceramica, diviso in varie sezioni: da quella ospitante le ceramiche in uso alla sezione archeologica, con reperti datati tra il VIII e il IV secolo, fino all’area dedicata ai presepi. Un piccolo mondo, dunque, al cui interno prende vita un’operosità, un continuo lavorìo, una ricerca della linea più sinuosa: colori tipici della tradizione mediterranea e il sorriso della Puglia impresso sulle ceramiche di Grottaglie.